martedì 9 gennaio 2007

appunti di vita nella casa di riposo

questi pensieri li ho scritti ormai quasi 2 anni fa...
con l'intenzione di continuare, e non è escluso che prima o poi nn lo faccia...
per ora ve li regalo
e se anche uno solo di voi leggendoli si fermerà a pensare... bè sarà una cosa bella x me...

APPUNTI DI VITA in CASA di RIPOSO


Inizio la mia 3a settimana di lavoro in casa di riposo.
Stamattina, per la prima volta da quando sono qui, ho visto l'entrata di un nuovo "OSPITE".
Devo dirlo, mi fa strano chiamarli così visto che:
a) pagano la retta,
b) più che ospiti paiono dei "forzati" che le famiglie hanno portato, ed a volte sembra abbiano dimenticato, a "soggiornare" in questo posto…
Ma parliamo dell' ospite: un uomo di quasi 90 anni che si, forse con la testa non c'è più tutto ma che, a detta del figlio, fino a 10 giorni fa andava in bici e fino a ieri andava nell'orto, era indipendente e probabilmente…felice?
Un uomo secco sai, come un albero millenario che ha la corteccia ruvida e rugosa, con la pelle abbronzata dal sole dei campi e da un passato di lavoro fatto probabilmente all'aria aperta, e con quegli occhi…
Dio, quegli occhi…
un misto di fierezza e di paura…
Si guardava attorno e cercava conforto nei volti delle persone.
Ma come dargli quel conforto?
Come dirgli che questo è con molta probabilità il posto dove finirà i suoi giorni?
Come spiegargli che forse non rivedrà mai più casa sua, le sue cose, il suo orto?
Come?
La cosa che, volendo trovare un motivo per sorridere, è apparsa comica, è stato vedere "ospiti" e parenti di "ospiti" fare cerchio intorno a lui, per raccontargli la favola di come si sta bene all'interno della struttura.
Una parente ha addirittura detto che sua mamma aveva vissuto qui per 10 anni e, orgogliosa (e mi chiedo con che orgoglio) sosteneva che di certo la madre non sarebbe campata così tanto al di fuori di qui…
Già…
ma… anche se fossero stati meno anni… non riesco a non pensare che sarebbero stati di certo anni migliori…
Certo è che mentre il figlio del nuovo "ospite" rimarcava e sottolineava questo "traguardo", io non riuscivo ad annuire ma rivolgevo altrove lo sguardo per paura di incrociare quello del "vecchietto" e non poter così evitare che lui leggesse dentro ai miei pensieri…
Qualche altro convenevole e l'infermiera ha accompagnato padre e figlio nella stanza, prima che uno dei due, ed escluderei il figlio in ogni caso, cambiasse idea…
Sono rimasta qui, a pensare… ed ho deciso solo in quel momento di scrivere questi miei APPUNTI, perché non voglio dimenticare… perché ho paura che, con il tempo, io posso uniformarmi a quelli che lavorano in strutture come questa, e che quindi io possa trovare poi "normale" che un padre, una madre, vengano scaricati qui…
Per le infermiere e gli altri gli "ospiti" sono visti solo come la loro fonte di reddito.
Ah… dimenticavo, qui si accettano tutti, perfino persone non autosufficienti, anche per brevi periodi, quel che conta è "riempire i letti"…
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Certo che si sente che si avvicinano le vacanze estive…
Come?
Dal fatto che le giornate si allungano ed il sole è ormai caldo?
Noooooo!
Perché si vedono i bambini giocare nei cortili, o dal chiacchiericcio degli uccellini?
Noooo
Dalle finestre spalancate, dai panni stesi fuori ad asciugare?
naaaaaa!
Ma si, che sciocca, si intuisce dalle code che già si formano in autostrada nel w.e. sulle direttrici del mare?
Nemmeno!
Qui si capisce da parenti che sempre + numerosi fanno capolino nel nostro ufficio ogni giorno per sapere se ci sono posti liberi.
Per capire come devono muoversi per far sì che i loro "cari" siano accolti presso la nostra struttura…
Eh si!
Tempo di vacanze… ma… il vecchietto… dove lo metto?
Domanda da un milione di dollari!
Non più, soprattutto se il vecchietto ha una buona pensione…
In fondo, ha lavorato una vita ed ora… bè ora con la pensione che ha faticosamente raggiunto si gode…
il meritato riposo… sì… in casa di riposo…
Tutto torna, tutto quadra…
La famigliola anche quest'anno passerà le sue belle vacanze al mare, od in montagna, poca differenza fa…
E l'anziano avrà la sua bella vacanza, in una struttura idonea… servito e riverito… pasti caldi… ambiente familiare… quasi non noterà la differenza… anzi… per questo qui si vive più che restando a casa propria…
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Comunque bisogna ammetterlo, questa struttura non è male.
Le infermiere sono gentili e disponibili, le assistenti svelte ed attente alla pulizia degli ospiti.
C'è anche la psicologa che almeno una volta a settimana è a disposizione ed ha addirittura creato un gruppo d'ascolto.
Poi le volontarie che intrattengono i residenti della casa di riposo nei lunghi pomeriggi…
Li fanno anche cantare!
Ma che meraviglia!
Proprio la settimana scorsa sono venute in ufficio a fotocopiare i testi delle canzoni…
Dovevate sentirle, commentavano su come gli ospiti si divertivano…
In quel momento, ascoltandole, mi sono domandata perché li trattavano come fossero bambini, come se nessuno degli anziani fosse più capace di ragionare… ma davvero quanto si diventa vecchi non si merita più rispetto?
Davvero un giorno mi guarderanno e vedranno in me solo una vecchia rincoglionita?
Eppure gli anziani hanno un passato, una storia da raccontare… la portano nelle loro rughe, ma anche nelle loro teste e, credetemi, alcuni di loro sono molto più lucidi di quanto noi pensiamo…
A volte mi viene quasi da pensare che certi si stiano prendendo gioco di noi, che fingano solamente di aver perso la memoria, che si inventino di fatto una perdita della ragione…
Sarebbe comico no? Noi che li trattiamo come fossero incapaci di "intendere e di volere" e loro che, sotto i baffi, ridono di noi per come sono riusciti ad ingannarci…
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Dall'ufficio si vede la cappella, un via vai di ospiti continuo…
Mi chiedo se qui si ritrova la fede…
Non mi sembra possibile che tutti siano così vicini a Dio…
Mi viene più facile pensare che alcuni di loro si aggrappino alla fede per trovare la forza di "sopravvivere" in questo luogo…
Chissà… forse un giorno anche io mi riavvicinerò alla Parola del Signore e rimetterò a lui i miei peccati…per essere pronta, quando morirò…ma… pronta? E per cosa? Per andare in Paradiso? Bè, se gli ultimi anni della mia vita io dovessi mai passarli in un posto come questo (e, credetemi, questo, rispetto ad altri, è un gran bel posto!), allora il Paradiso me lo sarei comunque guadagnato, e sul campo! Sì, perché stare in casa di riposo non è tanto l'ANTICAMERA dell'Inferno, ma l'INFERNO fatto e finito!
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Il mio vecchietto è stato spostato al 2° piano
Diciamo che non era poi così autosufficiente come sosteneva il figlio.
Diciamo che il poverino non c'è più molto con la testa (e temo che stavolta non sia possibile per me pensare che stia solo menandoci per il naso…), e sicuramente essere "sbattuto" qui non è stato di aiuto per la sua mente vacillante…
Fatto sta che già la prima sera aveva provato a prendere la via del ritorno e l'hanno recuperato per strada…
Conclusione… ovvia… non poteva restare a pian terreno, così vicino alla porta di uscita…
Non ho ancora avuto il "coraggio" di salire al secondo piano per vedere come si è sistemato e come sta…
Il secondo piano…
Mi sono avventurata lassù solo una volta, alla ricerca di una infermiera e… sono rimasta sconvolta…
l'odore… quell'odore di … non so nemmeno definirlo… comunque quell'odore mi ha invaso le narici e a distanza di giorni, ancora mi resta addosso…
Ma troverò il coraggio di tornare al piano, per vedere lui, il MIO vecchietto…
Strano vero che io parli di lui in questo modo, vero?
Eppure, io che avevo DECISO che non mi sarei affezionata a nessun "ospite" della casa (per poi non ritrovarmi a soffrire quando dovessero "andarsene") mi sento legata a quell'anziano… Il primo che io abbia visto arrivare qui, il primo che mi ha mostrato, nei suoi occhi, la paura dell'abbandono…
Sai, pensandoci, ho capito dove avevo già visto quegli occhi…
In una foto, attaccata ad una cassettina delle offerte per… il canile…
Gli stessi occhi di quel cane dietro alle sbarre…
Lo stesso sguardo di chi si sente abbandonato al proprio destino… lo stesso di chi non sa quale sarà il suo futuro…

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